“Hasina Ahmadi è arrivata in Italia dall’Afghanistan attraverso i corridoi umanitari. Aveva alle spalle sia studi che un’esperienza lavorativa in ambito giuridico. Competenze che, tuttavia, si scontravano con una comprensibile barriera linguistica e con l’oggettiva difficoltà di spendere quel percorso nel nostro mercato del lavoro – racconta Massimo Pierini, responsabile del Centro di Solidarietà e Inclusione (CSI) della Fondazione ENGIM -. Mentre frequentava il corso di lingua italiana presso il nostro centro, abbiamo attivato un tirocinio extracurriculare che ha svolto presso la “Libreria Caffè Giufà”, a San Lorenzo. A distanza di pochi mesi – possiamo dire con orgoglio -, pochi giorni fa abbiamo passato una piacevolissima serata nella nuova attività che Hasina, insieme a suo marito e ad altri soci, ha recentemente avviato a Roma: il ristorante “Toranj”in via Eurialo. Un progetto imprenditoriale che unisce sapientemente cucina afghana e italiana, dove Hasina gestisce la sala e accoglie i clienti con totale sicurezza”.
Questa la bella storia che i colleghi di Fondazione ENGIM ETS, Massimo Pierini e Loredana Casillo hanno potuto testimoniare al convegno “Percorsi e reti per l’inclusione socio-lavorativa dei migranti vulnerabili” svoltosi oggi a Roma nell’ambito del progetto “Puoi Plus”. Promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attuato da Sviluppo Lavoro Italia – e cofinanziato sulla Programmazione 2021-2027 dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) e dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) -, si tratta di un vasto intervento quinquennale finalizzato a realizzare un’azione di sistema per migliorare i livelli di occupabilità e di autonomia dei migranti vulnerabili. Per questo obiettivo si avvale del finanziamento di 6.200 percorsi di inserimento socio-lavorativo, e del rafforzamento della collaborazione – a livello nazionale, regionale e locale – tra gli attori che operano nell’ambito delle politiche di integrazione dei migranti vulnerabili.
“Come Fondazione ENGIMabbiamo preso parte alle diverse edizioni di questo progetto. La nostra scelta non è mai stata quella dei grandi numeri; in circa dieci anni abbiamo accompagnato circa 60 beneficiari. Abbiamo preferito concentrarci sulla qualità professionale, etica e relazionale dei percorsi, ponendo una particolare “cura” nella selezione degli enti ospitanti e dei loro responsabili. Questo ci ha permesso di valorizzare appieno l’importanza del lavoro come potente meccanismo di inclusione”, spiega ancora Pierini.
Al convegno hanno, altresì, partecipato tutti gli enti attuatori del progetto; Agostino Petrangeli di Sviluppo Lavoro Italia; Raffaele Ieva, dirigente del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Eleonora Corsaro, viceprefetto Autorità di Gestione Fondo Asilo Migrazione Integrazione e Autorità di Gestione PN Inclusione e lotta alla povertà FSE +. Le conclusioni sono state tirate da Stefania Congia, direttore generale per le politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
