Dare forma alle idee: il Tavolo di Progettazione Nazionale

Dare continuità alle attività che da decenni ENGIM porta avanti con passione e dedizione, richiede sforzi sempre maggiori in termini di progettazione e risorse. Se poi si punta a migliorare la qualità dei servizi offerti ai ragazzi coinvolti nei percorsi di formazione professionale, di cooperazione internazionale o di volontariato, questo comporta mettere in campo una buona dose di lungimiranza, mixata a competenze tecniche e capacità progettuali.
Queste sono le caratteristiche dei componenti del Tavolo di Progettazione ENGIM: un gruppo di esperti progettisti, provenienti dalle fondazioni ENGIM regionali e dalla Ong, che lavorano insieme per analizzare il contesto in cui opera l’Ente, ideare nuove attività o immaginare come migliorare quelle consolidate e, non meno importante, si occupano dell’indispensabile ricerca di fondi per realizzare le attività formative mantenendole sempre accessibili a tutti i giovani. Tali risorse possono essere spesso reperite dai bandi dalle nostre Regioni, dal Governo (fondi strutturali) e dalla Commissione Europea e le sue Agenzie Nazionali (fondi diretti). Fondamentale quindi, per un ente formativo come ENGIM, avere capacità progettuale a livello nazionale e regionale per innovare le attività formative e i servizi al lavoro.

Alcuni componenti del Tavolo di Progettazione ci hanno raccontato come lavora il gruppo e, da qui, quali importanti opportunità nascono per Fondazione ENGIM.
«La sinergia è il vantaggio più grande – apre Alberto Sorrentino (ENGIM Lombardia), riferendosi al lavoro di gruppo - che si traduce in confronto con professionisti competenti, collaborazioni e partnership tra sedi regionali ENGIM, messa in comune di reti europee di partner, scambio di buone pratiche. Ogni delegazione regionale ENGIM ha i propri bisogni e i propri obiettivi, dettati dal contesto territoriale in cui opera: il gruppo nazionale permette di riportare tutto ciò su un livello nazionale e di collaborare alla ricerca di bisogni comuni e soluzioni condivise».
Per Giorgio Agostinelli (ENGIM Internazionale) «chi si occupa di progettazione spesso può essere considerato un “visionario” che cerca di interpretare e prevedere i bisogni dei giovani. Partecipare a bandi è fondamentale per poter dare loro opportunità di crescita costanti: la scelta degli strumenti e delle attività da sviluppare sono una fase cruciale perché condizioneranno lo svolgimento dei percorsi educativi e formativi».
«Grazie ai bandi europei - spiega Valter Giacomini (ENGIM Veneto) - puntiamo soprattutto a incrementare la mobilità dei ragazzi della IeFP. Gli ultimi progetti presentati e realizzati da ENGIM hanno come punto di forza la mobilità europea e quindi il conseguente incremento dell’insegnamento della lingua inglese».

Attraverso il lavoro del Tavolo di Progettazione Nazionale, quali opportunità si creano per i ragazzi della formazione professionale o della cooperazione in ENGIM?
Giorgio: «Il mondo dei bandi europei è molto ampio e le attività finanziate coprono praticamente tutti i target di persone. Nel nostro caso, ci concentriamo soprattutto su bandi che ci permettono di offrire opportunità di mobilità all'estero di giovani fino a 30 anni. La possibilità di fare esperienze all'estero, sia all'interno della formazione professionale che nell'ambito del volontariato, crediamo sia un arricchimento non solo dal punto di vista formativo, ma soprattutto umano: i ragazzi hanno la possibilità di confrontarsi con altre culture, punti di vista e stili di vita differenti. La partecipazione è completamente gratuita, proprio perché finanziata dai bandi europei, rendendola così accessibile a tutti».

La ricerca fondi è fondamentale per dare concretezza agli obiettivi che l’Ente si pone a breve, medio e lungo termine. Quali canali utilizza ENGIM?
Alberto: «I bandi europei sono quelli che meglio calzano sui nostri progetti perché favoriscono la mobilità dei ragazzi e, indirettamente, innalzano la qualità dei servizi offerti dall’Ente: attraverso i fondi europei possono migliorare il modello di governance e organizzazione, sviluppare nuove metodologie didattiche, anche attraverso l’adozione di tecnologie digitali, per favorire negli allievi l’acquisizione di soft skills, per sperimentare modalità innovative di alternanza e di Duale, per costruire collaborazioni virtuose con aziende che siano sia attori formativi sia fonte di impiego dei ragazzi, per imparare, sperimentare, adottare nuove modalità di contrasto alla dispersione scolastica e nuove modalità di didattica inclusiva (con particolare riferimento ai soggetti più fragili e ai migranti), per adottare un approccio “green” alla formazione professionale e sensibilizzare gli allievi a scelte di consumo, di vita e di lavoro sempre più sostenibili in linea con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, per affrontare dal punto di vista dell’IeFP le grandi sfide attuali quali il cambiamento climatico, l’invecchiamento della popolazione, la crisi economico-finanziaria, la digitalizzazione...
Ma anche i contributi privati consentono la realizzazione di importanti attività a favore dei ragazzi, per esempio attraverso la collaborazione con aziende innovative che si mettono in gioco con ENGIM nella co-progettazione di percorsi formativi. Altra possibile fonte di contributo per realizzare attività a favore dei ragazzi sono le fondazioni private, che mettono a disposizione risorse per affrontare importanti sfide sociali quali la disoccupazione, la povertà educativa, l’emarginazione, la dispersione scolastica, l’integrazione»
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Tra i programmi europei, il programma Erasmus+ permette di finanziare la mobilità degli allievi per lo svolgimento di tirocini all’estero e anche la mobilità dello staff dei CFP per andare all’estero ad apprendere metodologie didattiche, governance, relazioni con il mondo del lavoro, progettazione di percorsi, policy making, e dare vita a partenariati strategici europei tra attori dell’IeFP per sviluppare innovazioni o scambiarsi buone pratiche. È chiaro che queste attività, aggiuntive rispetto a quanto ordinariamente offerto attraverso i percorsi IeFP, arricchiscono l’offerta formativa, rendono più completi e moderni i percorsi formativi, donano uno “sguardo internazionale” agli studenti.

Recentemente il Tavolo di Progettazione Nazionale ha presentato molti progetti europei.
Valter: «I nostri progetti nascono dalle iniziative delle singole fondazioni regionali, condivise e portate avanti dall’intero gruppo di lavoro. ENGIM Veneto, con il supporto della fondazione nazionale, punta a introdurre lezioni d’indirizzo in lingua inglese in tutti i centri di formazione del territorio. Per i nostri studenti significherebbe esser pronti a seguire la formazione anche all’estero e i CFP ENGIM diventerebbero attrattivi anche per gli altri studenti europei: s’innescherebbe un circolo virtuoso di scambi studenteschi arricchente per tutti. Un esperimento pilota in Veneto che, una volta rodato, potrebbe essere facilmente replicato in tutte le sedi ENGIM».

Quello della Progettazione è un ruolo centrale per gli enti del Terzo Settore. Il Tavolo di Progettazione Nazionale è indispensabile per dare forma e concretezza alla vision e agli obiettivi di Fondazione ENGIM: solo attraverso i progetti e la ricerca di fondi si può garantire un servizio di alta qualità per i ragazzi, con un’offerta formativa all’avanguardia e rispondente ai bisogni educativi degli adolescenti e a ciò che il mercato del lavoro richiede.

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